Volano libere le farfalle

Le farfalle, si sa, nella loro breve vita sono capaci di cristallizzare attimi di bellezza incomparabile. Sarà per questo che nell’immaginario collettivo le farfalle sono un simbolo di libertà e purezza. Con lo stesso candore di una farfallina appena uscita dalla crisalide, proprio qualche giorno fa, è tornato sulle scene Riccardo Minardo, deputato all’Ars modicano del partito di Raffaele Lombardo, arrestato lo scorso aprile dalla GdF con le accuse di associazione per delinquere, truffa aggravata e malversazione ai danni dello Stato, a seguito di una pruriginosa inchiesta su presunte truffe legate ai finanziamenti europei e statali.

Per il deputato si trattava della prima uscita pubblica dopo i lunghi mesi passati in casa in compagnia della moglie. L’inchiesta, che non stiamo qui a sviscerare, riguardava la formazione professionale e in particolare il Consorzio Provinciale Area Iblea, il Copai, e l’acquisizione di alcuni immobili, che a detta delle fiamme gialle faceva affiorare “la gestione privatistica del Copai”.

Insomma, cose grosse. Recentemente i domiciliari sono stati revocati, ma Minardo al posto di condurre una vita riservata a seguito dal terremoto, che siamo sicuri, gli ha indubbiamente sconvolto la vita e di cui certo non godiamo, ha preferito mettersi in mostra e presenziare all’inaugurazione della “Casa delle Farfalle” della sua città.

In un paese normale, pur garantista che sia, la farfallina modicana di nome Minardo sarebbe stata sotto l’occhio du bue della stampa, in maniera non certo lusinghiera. Un titolo di Cuore, il famoso giornale satirico, riportava alla fine degli anni ottanta questa frase: “Hanno la faccia come il culo”.

Si può dire che non sia cambiato molto. Il senso dell’onore, del rispetto, del ruolo istituzionale è andato a farsi fottere. L’eletto non ha più ritegno ed è incollato alla poltrona. Minardo al posto di scegliere un low profile e difendersi, come giusto, nelle sedi opportune invece rilascia interviste e presenzia ad eventi. Nel medioevo sono sicuro che c’era molta più dignità. Almeno una volta i capi villaggio dovevano dimostrare coraggio e combattere per difendere la propria popolazione. Questi invece sono sospettati di rubare e l’unica cosa che arraffano è la poltrona.

L’intervista di oggi rilasciata a La Sicilia, che da attrice consumata fa sponda a questi personaggi, è tutta un dire. Il solito pietismo religioso , con tanto di citazione biblica, la “coscienza a posto” e la volontà di continuare in politica. Ma sarebbe bastata qualche semplice domanda a rendere più interessante il dibattito. Ma si sa, le farfalle sono sfuggenti…

 

 

 

 

 

 

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